Svizzera fuori dalla lista USA

Gli Stati Uniti non ritengono più che la Svizzera manipoli il cambio del franco. Continuano però a guardare con occhio critico gli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS) sui mercati valutari.

Nel rapporto semestrale pubblicato venerdì dal Tesoro americano, la Confederazione appare soddisfare due di tre criteri che costituiscono agli occhi di Washington indizi di manipolazione. Rimarrà quindi nell'elenco dei paesi sotto osservazione comprendente 12 Stati.

Sullo stesso figura anche la Cina. Washington ritiene che sia un'anomalia il fatto che non pubblichi i suoi interventi sui tassi di cambio e che sia poco attiva sul fronte della trasparenza.

Sanzioni dell'UE per cinque banche

La Commissione europea ha sanzionato per un totale di 344 milioni di euro (quasi 360 milioni di franchi) i due istituti elvetici UBS e Credit Suisse, nonché Barclays, Royal Bank of Scotland (RBS) e HSBC.

L'inchiesta iniziata nel 2013 ha rivelato che i trader incaricati delle operazioni di cambio hanno coordinato le loro strategie di negoziazione, agendo per conto delle banche in questione. 

Concretamente però UBS è stata completamente esentata dal dover pagare la multa di 94 milioni di euro inflittale perché ha informato l'autorità riguardo all'esistenza delle intese. Credit Suisse dovrà invece versare 83 milioni di euro.

Ottobre positivo per i negozi elvetici

Ottobre è stato positivo per le vendite al dettaglio in Svizzera
Keystone Ottobre è stato positivo per le vendite al dettaglio in Svizzera

Ottobre positivo per i negozi svizzeri, che hanno visto le loro vendite aumentare, confermando la tendenza nei due mesi precedenti: al netto delle variazioni stagionali il giro d'affari del commercio al dettaglio è aumentato dello 0,5% rispetto a settembre.

Su base annua la progressione è dello 0,6%, ha indicato l'Ufficio federale di statistica (UST). Quelli indicati sono i valori nominali.

Escludendo i distributori di benzina (su cui incide il molto volatile prezzo del petrolio), in ottobre il giro d'affari è però sceso dell'1,0% (-0,1% in termini reali) rispetto allo stesso periodo 2020, mentre è salito dello 0,8% nel raffronto mensile (+0,9%).

Il petrolio in rialzo, l'oro al ribasso

Le quotazioni del petrolio sono in rialzo in avvio di giornata, giovedì. Il WTI è in rialzo dell'1,42% a 66,50 dollari, mentre sale anche il Brent a 69,90 dollari al barile (pari a un +1,50%). Scendono invece le quotazioni relative all'oro: il metallo prezioso è infatti trattato a 1’776,20 dollari l'oncia (-0,31%).

Omicron colpisce le borse americane

I timori legati alla variante Omicron hanno lasciato in perdita le borse americane
Keystone I timori legati alla variante Omicron hanno lasciato in perdita le borse americane

Chiusura negativa mercoledì sera per Wall Street dopo la scoperta del primo caso di variante Omicron del Covid-19 negli Stati Uniti. I listini americani hanno in buona sostanza bruciato i guadagni della mattinata e archiviato la seduta in calo.

Il Dow Jones ha perduto infatti l'1,34% a 34’021,61 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto l'1,83% a 15’254,05 punti; infine, lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l'1,18% a 4’512,91 punti.

I timori per la nuova variante sono tali da mettere a rischio le festività natalizie per i turisti stranieri negli USA, dove è in preparazione una nuova stretta sui viaggi di chi arriva dall’estero.

Inflazione ai massimi da 13 anni

L'inflazione aumenta anche in Svizzera, anche se in modo assai meno marcato che in altri Paesi, e raggiunge valori che non si vedevano da oltre un decennio.

Stando ai dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica, in novembre l'indice dei prezzi al consumo si è attestato a 101,6 punti, segnando una variazione nulla rispetto ad ottobre, ma un incremento annuo dell'1,5%.

Il rincaro sta quindi puntando verso l'alto, confermando una tendenza che dura da aprile: in quel mese era stata messa fine a una sequenza di 14 mesi in calo, con il loro apice negativo in maggio e giugno 2020 (-1,3%). Il valore di novembre è anche il più elevato da 13 anni.

Una direttrice delle finanze per UBS

UBS ha annunciato la nomina di Sarah Youngwood come direttrice delle finanze e membro della direzione a partire dal maggio dell’anno prossimo, quando prenderà il posto del dimissionario Kirt Gardner.

Youngwood, che sarà la prima donna a ricoprire l’incarico all’interno dell’istituto di credito, ha occupato diverse posizioni dirigenziali a JPMorgan Chase, e ha conseguito un master in business e finanze.

Il dimissionario Gardner, assunto da UBS nel 2013, era diventato direttore delle finanze tre ani più tardi e intende ora perseguire altre opportunità professionali.

Nuovi segnali di frenata dell'economia

Si confermano i segnali di rallentamento dell'economia svizzera, seppure a livelli tuttora elevati: il barometro del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) in novembre è sceso per la sesta volta consecutiva.

L'indicatore si è attestato a 108,5 punti, 1,7 punti in meno del dato di ottobre. Il dato rimane comunque a un livello più alto della media pluriennale e le prospettive per la congiuntura elvetica rimangono quindi positive, se non verranno ostacolate da una nuova diffusione del coronavirus.

Stando al KOF l'arretramento di novembre è dovuto in primo luogo al calo degli indicatori nel ramo alberghiero e della ristorazione.