"niente pace senza integrità"

"Non c'è pace che duri senza l'integrità territoriale" dell'Ucraina. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa di chiusura della Conferenza sulla pace in Ucraina sul Buergenstock (NW).

"Muovere verso la pace significa agire velocemente" ha detto. "Abbiamo Paesi che mostrano interesse a ospitare un secondo vertice"."Stiamo rispondendo all'attacco della Russia non solo difendendo la vita umana, ma anche attraverso la diplomazia", ha aggiunto il presidente ucraino.

Zelensky ha poi ribadito chiaramente che non può esserci pace (e nessuna discussione) senza l'integrità del territorio ucraino.

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La Svizzera s'impegna sulla pace

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La Svizzera continuerà a impegnarsi per la pace in Ucraina. Lo ha assicurato la presidente della Confederazione Viola Amherd durante la conferenza conclusiva della Conferenza sul Buergenstock (NW).

La Svizzera continuerà a svolgere un "ruolo attivo" e "il nostro impegno rimane invariato", ha dichiarato la consigliera federale definendo la conferenza organizzata questo fine settimana "un successo".

Per la prima volta dallo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022, la pace è stata discussa in un vertice di alto livello. "Il fatto che la maggioranza degli Stati qui riuniti abbia approvato la dichiarazione finale dimostra ciò che la diplomazia può ottenere".

Almeno in tredici non firmano

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"Per la prima volta abbiamo parlato ai massimi livelli di pace in Ucraina", ha detto ai partecipanti la presidente della Confederazione Viola Amherd. La questione di "quando e come la Russia possa essere associata" rimane aperta.

Tra i firmatari della dichiarazione finale non figureranno India, Brasile, Sudafrica e Arabia Saudita rappresentati non da capi di Stato o di Governo.

Confrontando l'elenco dei partecipanti alla conferenza con l'elenco dei Paesi che sostengono la dichiarazione finale, si deduce che sono tredici quelli che non la firmeranno. Si tratta, oltre ai già citati, di Armenia, Bahrein, Indonesia, Colombia, Libia, Messico, Suriname, Thailandia ed Emirati Arabi.

La dichiarazione non fa l'unanimità

La dichiarazione finale della Conferenza sulla pace del Buergenstock organizzata dalla Svizzera sarà firmata da 85 dei 100 Stati e organizzazioni partecipanti al summit che si avvia alla conclusione. I contenuti non sono ancora noti.

Nessun membro dei BRICS, vicino a Mosca, è tra i sostenitori. Non figurano né il Messico, né l'Indonesia o la Thailandia.

"Per la prima volta abbiamo parlato ai massimi livelli di pace in Ucraina", ha detto ai partecipanti la presidente della Confederazione Viola Amherd. La questione di "quando e come la Russia possa essere associata" rimane aperta, a suo avviso.

UR, sbanda sull'A2, ingenti danni

Il conducente 61enne di una Ferrari immatricolata nel canton Zugo, ieri, sabato, verso le 19.50 ha sbandato sull'autostrada A2 a Silenen (UR) mentre viaggiava verso nord. Ha riportato ferite di media gravità. I danni all'auto sportiva ammontano a 500'000 franchi, quelli all'infrastruttura stradale a 20'000.

Blackout a Berna

A Berna, nell'odierna mattina di domenica, si è verificata una vasta interruzione di corrente. Secondo le informazioni fornite dai servizi industriali della città, il blackout riguarda vari quartieri. Anche i comuni limitrofi sembrano essere stati colpiti. Un guasto potrebbe essere all'origine del disagio.

Sessant'anni di codice postale

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La Svizzera ha introdotto i codici postali il 26 giugno 1964. E' stato il terzo Paese dopo la Germania (1961) e gli Stati Uniti (1963) ad aver deciso di utilizzare un numero prima del nome della località.

Nel 1941, le Poste del Reich tedesco introdussero un codice a due cifre per far fronte al gran numero di lettere gestite dalla posta da campo e alla mancanza di conoscenze geografiche del personale, sottolinea la Posta in occasione di questo anniversario.

La vera svolta per il numero postale avvenne all'inizio degli anni '60, quando le macchine di smistamento semiautomatiche aumentarono la capacità di smistamento del 50%. 

Al cane non piace il postino

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Ogni anno un centinaio di postini e corrieri vengono morsi da un cane, il che significa circa due attacchi a settimana, molti di più del personale veterinario, secondo le statistiche della Suva riportate da Le Matin Dimanche e dalla SonntagsZeitung.

Gli psicologi degli animali spiegano, nei due domenicali, che i cani percepiscono il loro andirivieni come "l'intrusione di un estraneo potenzialmente dannoso. L'animale vuole difendere il proprio territorio", spiega Anja Papenberg, addestratrice a Kloten (ZH).

Alla partenza del postino, il cane pensa "di essere riuscito a scacciare l'intruso". Ma la scena si ripresenta il giorno dopo, aggiunge Papenberg.