Quattro su 5 con gli occhiali

Ben 4 persone su 5, in Svizzera, necessitano di occhiali o lenti a contatto. È il dato che emerge da un sondaggio realizzato da OptikSchweiz, l'organizzazione che riunisce ottici e ottometristi.

Il trend mostra un incremento. Nel 2017, infatti, era un quarto degli svizzeri fra i 16 e i 74 anni a cavarsela ancora senza occhiali o lenti, sottolinea l'associazione mercoledì.

Ma quali le ragioni? Da un lato, osserva OptikSchweiz, la popolazione sta diventando sempre più anziana. Inoltre sono in molti a lavorare costantemente davanti a un computer, leggeri disturbi visivi risultano al giorno d'oggi più frequenti.

Tre nodi da sciogliere con Roma

Le relazioni con l'Italia in ambito finanziario e fiscale negli ultimi anni, secondo il Consiglio federale, hanno segnato progressi significativi, ma ci sono alcuni nodi che non sono ancora stati sciolti dalla firma della roadmap con Roma nel 2015.

Riguardano: l'accesso delle banche elvetiche al mercato italiano per la gestione patrimoniale, l’inserimento della Svizzera nella lista nera sulle persone fisiche del 1999 e la revisione della Convenzione sulle doppie imposizioni.

Negli altri casi (scambio automatico di informazioni, regolarizzazione del passato e l’imposizione dei frontalieri) quanto previsto è stato raggiunto.

Svizzera, 4 decessi e 1'849 casi

In Svizzera, nelle ultime 24 ore, si sono registrati 1’846 nuovi casi di coronavirus (ieri erano 1'491), secondo le cifre pubblicate dall'Ufficio federale della sanità pubblica. Sono stati segnalati quattro nuovi decessi, mentre 45 persone sono state ricoverate.

Nel corso delle ultime 24 ore sono stati trasmessi i risultati di 27'981 test e il tasso di positività è del 6,60%.

Sull'arco di due settimane, il numero totale di infezioni è 15'962. I casi per 100'000 abitanti negli ultimi 14 giorni sono 183,27. Il tasso di riproduzione, che ha un ritardo di una decina di giorni sugli altri dati, si attesta a 1,24.

915 milioni in più per la pandemia

Il Consiglio federale vuole disporre di ulteriori 915 milioni di franchi nel caso in cui la crisi del coronavirus dovesse protrarsi anche l'anno prossimo. Lo indica l'Esecutivo, che mercoledì ha adottato il messaggio sulla proroga di alcune disposizioni della legge COVID-19, in particolare nei settori della sanità, della protezione dei lavoratori, dello sport e della cultura.

Il messaggio sul budget del prossimo anno per le Camere era stato licenziato dall'esecutivo lo scorso 18 agosto.

Da allora l'esecutivo ha preso ulteriori decisioni per affrontare la crisi pandemica, facendo un cosiddetto "annuncio ulteriore" lo scorso 24 settembre a complemento del preventivo 2022.

Deroghe per disponibilità vaccini

Per continuare a garantire la disponibilità di un'ampia varietà di vaccini contro il coronavirus nella situazione attuale è necessario adeguare l'ordinanza 3 Covid-19. Pertanto il Consiglio federale ha adottato mercoledì il relativo disciplinamento derogatorio nonché ulteriori adattamenti tecnici.

Secondo la Legge sugli agenti terapeutici, in Svizzera, i medicamenti possono essere autorizzati soltanto a tempo determinato sempre che nel nostro Paese non sia disponibile un farmaco alternativo equivalente omologato. In particolare per quanto concerne i vaccini anti-Covid-19, per il momento è comunque importante che ne sia messa a disposizione un'ampia varietà da diversi fornitori e con tecnologie differenti.

Berna, dubbi su Uber e simili

Nei nuovi modelli aziendali o nelle piattaforme come Uber, Helpling o Batmaid, lo statuto dei lavoratori non è sempre chiaro e la loro protezione sociale non è necessariamente garantita.

È quanto emerge da un rapporto, adottato oggi dal Consiglio federale, sulla flessibilizzazione del diritto delle assicurazioni sociali in relazione alla digitalizzazione. Per il Governo però non è necessario correre ai ripari.

La questione sta comunque occupando i tribunali in Svizzera, ma anche all'estero (in particolare per quanto riguarda Uber). Per il Governo è necessario accelerare la determinazione dello statuto dei lavoratori e delle piattaforme.

Energia dai ripari fonici

Installando pannelli fotovoltaici lungo autostrade e linee ferroviarie si potrebbe fornire corrente elettrica pari al consumo annuo di 22'000 famiglie (ossia 101 GWh). Un piccolo contributo, tuttavia non disprezzabile, rispetto al potenziale nazionale (ossia inclusi tetti e facciate degli edifici).

È il risultato di uno studio redatto dall'Ufficio federale delle strade (USTRA), e approvato oggi dal Consiglio federale, in risposta a un postulato del consigliere nazionale Bruno Storni.

Una ricerca che non rimarrà lettera morta: il Dipartimento federale dell'energia intende in tempi brevi elaborare gli adeguamenti normativi necessari per sfruttare al meglio questo potenziale.

Progetto pilota nel servizio civile

Tra il prossimo primo dicembre e il 31 dicembre 2022 circa 100 militi del servizio civile potranno partecipare a un progetto pilota destinato all'assistenza a domicilio. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. Gli impieghi dovranno essere svolti in un massimo di 80 istituti.

Il progetto pilota ha lo scopo di testare e valutare se e in che modo le persone soggette al servizio civile possono rendersi utili attraverso forme di assistenza a domicilio.

L'ordinanza adottata regola la portata, le modalità e la valutazione degli impieghi: il progetto pilota verrà poi analizzato da una società esterna, che presenterà un rapporto al Governo.